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Arte, storia, cultura e tradizione: il Collegio Alberoni

 

Il Collegio Alberoni è un vasto complesso architettonico, sede di seminario situato a Piacenza. Il complesso comprende una ricca pinacoteca, un osservatorio astronomico, un museo di scienze naturali, una biblioteca e la chiesa di San Lazzaro.


Deve il suo nome al Cardinale Alberoni che, dopo il sostegno fornito a Clemente XII, fu nominato amministratore dell'ospedale di San Lazzaro di Piacenza, nel 1740. L'ospedale era una fondazione medioevale a beneficio dei lebbrosi. Essendo la malattia scomparsa dall'Italia, Alberoni ottenne il consenso del Papa per la soppressione dell'ospedale, che era caduto in stato di grande disordine, e istituì al suo posto un collegio per l'educazione al sacerdozio di settanta ragazzi poveri, con il nome di Collegio Alberoni. Il Collegio aprì il 18 novembre del 1751 e fu affidato alla gestione dei Padri della Congregazione della Missione di San Vincenzo de' Paoli. Alla sua morte il Cardinale Alberoni lasciò una somma di 600.000 ducati in dote al seminario da lui fondato. Il collegio prosperò e sebbene sorto precipuamente per la formazione del clero, l'istituto ha annoverato fra i propri alunni scienziati, ingegneri, giuristi e medici, filosofi, eruditi e uomini politici di nota. Si sono formati fra le mura di questa istituzione personaggi quali: Gian Domenico Romagnosi, Melchiorre Gioia, Giuseppe Taverna, Alfonso Testa e Stefano Fermi, padre della scuola storica piacentina. Un discreto numero di seminaristi furono elevati alla porpora Cardinalizia: i cardinali Agostino Casaroli, Silvio Oddi, Opilio Rossi, Antonio Samoré, Luigi Poggi.

Oltre ad ospitare i seminaristi, dispone di una ricchissima biblioteca e di un osservatorio astronomico; di notevole interesse la Galleria Alberoni, museo che comprende un centinaio di quadri di artisti tra cui "Ecce Homo" di Antonello da Messina, 18 arazzi antichi (di grande valore due arazzi fiamminghi del primo '500).

 

Per ulteriori approfondimenti: www.CollegioAlberoni.it

 

Sotto una vista panoramica della biblioteca: tutto intorno sono disposte le scaffalature in noce massiccio con intarsi di radica sul cornicione e nei vani delle finestre, intarsi che si ripetono anche sul monumentale tavolo posto al centro della sala.
Il settore teologico è il più nutrito, importante è la presenza del settore scientifico di cui il Collegio è stato sempre all'avanguardia, dalle ricerche di Spallanzani, Bernoulli, Volta, agli Atti delle maggiori Accademie scientifiche del tempo.

E' presente tra l'altro una copia della Istoria e dimostrazioni intorno alle macchie solari e loro accidenti di Galileo Galilei (Roma, 1613), mentre L'Encyclopédie di Diderot e D'Alembert venne acquistata a fascicoli man mano che veniva pubblicata nella celebre edizione di Livorno (1770).

 

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Gli arazzi rappresentavano un’autentica e singolare passione per il cardinale. Essa testimonia un prevalente interesse nel collezionismo dell'Alberoni per questioni di arredo e di ambiente, da cui derivava quindi uno spiccato senso dell’arte intesa come ornamento o come portatrice di contenuti. In questo modo, dunque, perdono valore non solo le distinzioni di scuola pittorica ma anche quelle basate sulla classificazione gerarchica delle arti.

 

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Consistente anche la dotazione relativa alle apparecchiature di fisica. Fra gli strumenti più interessanti spiccano le macchine elettrostatiche tra cui l'esemplare già presente nel primo inventario del 1755.


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Le collezione artistiche all'interno degli appartamenti del Cardinale.

 

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Un ulteriore dettaglio delle gallerie e della Sala dei Paramenti del Cardinale.


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Le sale della pinacoteca. Vista panoramica della Sala Panini.


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Un ulteriore vista della biblioetca eseguita direttamente dal tavolo di lettura, del quale se ne possono osservare i fini intarsi.


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Un ulteriore panoramica delle collezioni degli strumenti scientifici.

 

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Panoramica della Sala degli Arazzi.

 

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