Il Duomo di Piacenza

Il Duomo di Piacenza è stato edificato tra il 1122 e il 1233, è rappresenta uno degli più importanti di architettura romanica. L’edificio fu edificato nell’epoca delle grandi fabbriche medievali, periodo al quale risalgono la costruzioni delle cattedrali di Parma, Modena, della basilica di S. Michele a Pavia. L’attuale edificio è stato costruito ove in precedenza era edificata la cattedrale di Santa Giustina, di cui conosciamo l’esistenza che presumibilmente si trovava nella zona dell’attuale Cripta, di cui alcune colonne furono impiegate proprio nell’attuale costruzione. A seguito di un terremoto del 1117 particolarmente distruttivo, il precedente edificio fu gravemente danneggiato e cinque anni dopo cominciarono i lavori per la costruzione dell’attuale duomo. Sulla facciata di marmo rosa e arenaria sono presenti due contrafforti e alcune gallerie cieche con sottili colonnine. I portali sono tre, sormontati da protiri e ornati da capitelli, architravi, formelle e cariatidi. L’interno, a croce latina, è diviso in tre navate da poderosi pilastri lobati. Sul primo pilastro a destra è raffigurata ad affresco la "Madonna delle Grazie" mentre sugli altri pilastri sono scolpite le formelle delle corporazioni piacentine del XII secolo, dette paratici, che finanziarono la costruzione della cattedrale. Nel punto di intersezione tra la navata centrale ed il transetto si inserisce il grande tiburio ottagonale affrescato con figure di profeti da Pier Francesco Mazzuchelli detto il Morazzone (1626) e, dopo la sua morte, da Giovan Francesco Barbieri detto il Guercino (1627).

Nella parte sinistra del transetto è conservata la vasca battesimale del precedente edificio paleocristiano Dietro l’altare maggiore è situato un polittico di legno policromo opera di Antonio Burlengo e Bartolomeo da Groppallo (1476). Sempre nel presbiterio si segnalano gli affreschi realizzati tra il 1605 e il 1609 da Camillo Procaccini - a cui si deve anche la pala d'altare raffigurante il Transito di Maria Vergine (oggi collocata sulla controfacciata) La cripta, che conserva le reliquie di Santa Giustina, presenta delle splendide colonne con capitello, molte delle quali sono però frutto di restauro ottocentesco e novecentesco. Vi si conservano anche tracce di affreschi un po' ovunque, ascrivibili al XV secolo. Il campanile fu costruito un secolo più tardi e nel 1341 Pietro Vago innalzò la guglia sulla quale fu collocato un angelo bronzeo, considerato il simbolo della città. Sotto la cella campanaria fu installata, per volere di Ludovico il Moro, una gabbia (oggi ancora visibile) per rinchiudervi i responsabili di reati contro la Chiesa e lo Stato. Non vi sono però documenti che attestano il suo utilizzo. Il materiale costruttivo dell’epoca è abbastanza uniforme a quello dell’area padana, ed è costituito principalmente da pietra arenaria di provenienza collinare, di marmi provenienti dalle cave venete o apuane e dall’ampio utilizzo del laterizio a vista. Tutti i corpi laterali della Cattedrale sono rivestiti in pietra arenaria, mentre la facciata è nella parte inferiore in marmo rosa di Verona

Duomo di Piacenza
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