La basilica di San Giovanni in Canale è un tempio fondato nel 1220 dai Domenicani.
Intitolata inizialmente a S. Giovanni verrà poi detta in Canale a ricordo dei canali che un tempo alimentavano
gli orti e azionavano i numerosi mulini della zona. Intorno al 1522 la chiesa fu sottoposta a intense modifiche, forse attuate dall'architetto Tramello che
comportarono l'arretramento della parte absidale, la copertura a volte del soffitto (in origine a capriate) e aggiunte decorative sulla facciata. Durante il XVII e il XVIII secoli si abbellirono le pareti interne con stucchi
e nel 1730 Giuliano Mozzani realizzò un nuovo altare maggiore. Agli inizi del XIX secolo fu poi eretta in fondo
alla navata sinistra, la vasta cappella del Rosario, su disegno dell'architetto Tombae con la consulenza di Antonio Canova.
Espulsi i domenicani il complesso subì nel corso dell'Ottocento, alterne fortune che influirono negativamente sulle sue strutture.
Nella prima metà del nostro secolo comunque, operazioni di restauro provvidero definitivamente al recupero delle originarie sagome gotiche
e rinascimentali. In questa occasione si intervenne anche sulla facciata, inserendovi un rosone a sostituzione di una precedente
apertura trifora, decorando a mosaico le tre monofore poste nella parte terminale della facciata a capanna,
e chiudendo i due accessi posti ai fianchi del portale mediano.

Uscendo dalla cappella, e varcando una porta collocata in fondo alla navata destra, si attraversa la sagrestia raggiungendo
il chiostro dell'antico convento dei domenicani, oggi solo parzialmente sfuggito alla rovina del tempo.
Qui si ritrovano alcuni frammenti di affreschi recuperati di recente e un rilievo sepolcrale dedicato al chirurgo
Guglielmo da Saliceto, eseguito nel XVI secolo da un autore affine ai modi dell'Amadeo.
Poco più avanti è visibile un altro monumento sepolcrale della famiglia Guadagnabene (1365), ricchi commercianti
e banchieri di Piacenza, che reca sul lato anteriore la raffigurazione dell'Agnello Mistico, sormontata da un'edicola a colonnine binate.
Sulla sinistra si estende il duecentesco chiostro dei templari, con capitelli romanici.


Ringraziamenti
Un sentito ringraziamento al parroco Don Cerruti, per la disponibiltà durante le riprese fotografiche.
Le autorizzazioni alle riprese fotografiche degli edifici ecclesiastici della Diocesi di Piacenza sono state concesse dal Direttore dell'Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici della stessa Diocesi, al quale va il mio personale ringraziamento.
|