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L'Abbazia di San Colombano ed il mosaico pavimentale

L'abbazia di San Colombano è stata fondata da San Colombano nel 614 a Bobbio, in provincia di Piacenza. Essa fu per tutto il Medioevo uno dei più importanti centri monastici d'Europa, facendone fra il VII ed il XII secolo una Montecassino dell'Italia settentrionale; infatti è resa famosa dallo scriptorium, il cui catalogo comprendeva oltre 700 codici e che dopo la dispersione in altre biblioteche conservò 25 dei 150 manoscritti più antichi della letteratura latina esistenti al mondo. Divenne abbazia matrice dell'ordine monastico la cui potenza si estendeva sia in Italia che in Europa grazie a numerose abbazie e monasteri fondati dai suoi monaci fin dall'epoca longobarda. In Italia del nord si creò rapidamente il Feudo monastico di Bobbio, poi sostituito dalla Contea vescovile di Bobbio. Nel 614 il monaco irlandese Colombano, al termine del lungo viaggio da lui compiuto per evangelizzare l'Europa, ottenne dal re longobardo Agilulfo, grazie anche alla sollecitazione della moglie, la devota Teodolinda, l'uso del terreno della vallata e la metà dei profitti delle saline, derivanti dallo sfruttamento delle acque termali. Giunto a Bobbio fondò il primo nucleo del monastero sui ruderi dell'antica chiesa di S. Pietro, risalente all'epoca della prima cristianizzazione. Documenti attestano che intorno alla metà del IX secolo l'abate Agilulfo trasferì al piano il monastero, nell'area dove ancor oggi si trova.

Il centro monastico di Bobbio in epoca carolingia ricevette notevole impulso, anche grazie al proprio scriptorium. L'abbazia di Bobbio acquisì un notevole rilievo, grazie non solo alla notevole dotazione patrimoniale, che ne fece un grande feudo monastico, e e alla protezione regia e poi imperiale di cui godette fin dalla sua fondazione, ma anche e soprattutto per l'attività culturale che vi si svolgeva. L'odiena edificio è stato costruito tra il 1456 ed il 1522, sopra i resti della chiesa anteriore al 1000. La basilica rinascimentale presenta numerosi affreschi all'interno dei quali è stata collocata una fitta serie di citazioni dalla Sacre Scritture. Un attento esame di queste citazioni rivela come una sola sia la citazione a cui è stato volutamente attribuito il massimo rilievo sulle pareti della Basilica, tanto da rivelarsi la vera chiave di lettura dell’intera serie di brani biblici. L'abside costruito negli anni 1456-1485 è rettangolare e slegato al resto della chiesa ed ha sostituito quello precedente di forma ovale. Nella cripta vi sono contenuti: la cappella maggiore, con il mosaico pavimentario di S.Colombano del XI secolo e la cripta vera e propria, con il sarcofago di S.Colombano al centro San Colombano, era pienamente consapevole dell’unità culturale dell’Europa. In una sua lettera, scritta intorno all’anno 600 e indirizzata a Papa Gregorio Magno, si trova per la prima volta l’espressione «totius Europae, di tutta l’Europa», con riferimento alla presenza della Chiesa nel Continente.

Abbazzia di San Colombano
Abbazzia di San Colombano

Il mosaico

Il mosaico della cripta fu scoperto casualmente durante dei lavori generici sotto la chiesa nel 1910. E' suddiviso in quattro registri sovrapposti e distanziati da fasce decorate con disegni geometrici e misura 10 metri quadrati. I temi raffigurati sono tratti dal secondo libro dei Maccabei. Oggi chi visita la chiesa di San Colombano non può non vedere subito il mosaico pavimentale, che occupa una vasta porzione (circa 100 metri quadrati) nascosto in un vano dietro una cancellata di ferro battuto, al di sotto del presbiterio. Per ammirarlo, bisogna scendere le scale laterali, ma un tempo esso era ben visibile ai fedeli, al centro della navata centrale, tra la zona dei fedeli stessi e quella riservata ai monaci. Questa meravigliosa opera viene datata al XI secolo e si trovava alla quota della chiesa primitiva, ma in seguito venne coperta probabilmente con la ricostruzione in epoca cinquecentesca e dimenticata sotto terra. Solo all'inizio del 1900 si intrapresero lavori di restauro della cripta, finanziati dal primate d'Irlanda Michael Logue, per renderla comunicante con la navata centrale tramite una scala centrale. Il lavoro non potè essere portato avanti perchè gli operai si imbatterono in una superficie dura dalla quale emergevano tasselli colorati. - Per liberarlo occorsero però molti anni, per questioni burocratiche ma anche per l'adeguata verifica della struttura sovrastante, che andava debitamente sostenuta ora che si era creato un vuoto al di sotto.

Abbazzia di San Colombano

La cripta

Alla del mosaico la cripta vera e propria, dove si trovano i sarcofagi di tre monaci: al centro c'è quello di San Colombano, splendida opera del 1480 di Giovanni de Patriarcis. Sulla splendida arca marmorea troviamo ancora il Miracolo dell'orso e del bue; il santo mentre scrive la Regola Monastica; il papa Onorio I che dona un'anfora ai monaci; il santo che libera i contadini dalle insidie e ancora lui come fondatore di Bobbio. Sul coperchio, la sua figura dormiente, con un libro aperto sotto i piedi. A sinistra c'è il sepolcro di S. Attala, secondo abate di Bobbio. Il sarcofago denota un'arte irlandese e risale all'alto medioevo; presenta due motivi circolari concentrici per parte, annodati da ulteriori motivi a intreccio, mirabilmente scolpiti. A destra, in una nicchia della parete, più o meno specularmente al precedente, c'è il sepolcro di S. Bertulfo, che fu terzo abate di Bobbio. Rimane una stupenda lastra tombale di epoca longobarda, lavorata a spirali e motivi floreali e al centro un albero rigoglioso simboleggia la continuità della vita oltre la morte. L'affresco nella nicchia è del 1400.

Abbazzia di San Colombano
Abbazzia di San Colombano