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    La Basilica della Beata Vergine della Ghiara
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    La millenaria Abbazia di Nonantola
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    Piacenza - Il teatro multimediale
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    Il patrimonio archivistico
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    Milano, la Certosa di Garegnano

L'Abbazia di Nonantola

Il 16 settembre 2018 ha riaperto al culto la Basilica abbaziale di Nonantola (MO), gioiello di architettura romanica emiliana, che era stata gravemente danneggiata dal sisma del 2012. La storia di questo monumento risale al 752, anno di fondazione del cenobio benedettino ad opera di Sant’Anselmo, cognato del Re longobardo Astolfo. Dopo 4 anni il nascente Monastero ebbe in dono le reliquie di San Silvestro I Papa. Da allora la chiesa è stata dedicata a questo Pontefice. Continua >>

The Abbey of Nonantola

On September 16, 2018, the Basilica and Abbey of Nonantola (Modena), was reopened to the public for worship. This jewel of Romanic style of Emilia Romagna was severely damaged by the earthquake of 2012. The history of this monument dates back to the year 752, when the Benedictine monastery was founded by Saint Anselmo, brother-in-law of Lombard King Astolfo. After 4 years, the newborn monastery received as a gift the relics of Saint Sylvester Pope I. Since then, the church was dedicated to this Pope. Continue >>


Plantae & Habitat, dal Garda alle Dolomiti

Plantae & Habitat permette al visitatore attraverso l’utilizzo delle moderne tecnologie di percorrere un viaggio esperienziale nel territorio del trentino alla scoperta delle innumerevoli biodiversità botaniche e dei mutevoli paesaggi percorrendo e volando su alcune delle aree più significative.
Plantae & Habitat è un viaggio interattivo che permette di abbracciare idealmente tutto il Trentino: dai 70 m s.l.m della foce del Sarca sul Lago di Garda, una piccola area “mediterranea” con le sue ordinate file di olivi su coltivi terrazzati al fianco di intricate leccete, fino a superare i 3000 m nelle solitarie aree di alta montagna a ridosso del piano nivale, dove i cespugli nani e i sorprendenti pulvini delle piante rupestri spingono nelle fratture delle rocce le loro tenaci radici e fioriscono corolle dai colori incredibilmente saturi, al cospetto delle cime più elevate dei gruppi montuosi delle Dolomiti. Plantae & Habitat presenta e descrive fotograficamente località e ambienti scelti come emblematici della biodiversità e variabilità ecologica e geomorfologica del Trentino, nelle panofotografie sferiche sono a disposizione del navigatore ben 200 schede interattive con fotografie di dettaglio e testi di grande rigore scientifico redatti dai più autorevoli esperti botanici della regione, che presentano altrettante specie vegetali per così dire “sorprese” nel loro habitat. Dal mutevole substrato ghiaioso del fiume Brenta che scorrendo verso la pianura solca una grande valle pedemontana del Trentino orientale, fino ai depositi morenici dell’alta Valle di Nardis a ridosso delle vedrette dei ghiacciai nel cuore del massiccio intrusivo dell’Adamello dove lande selvagge a clima subpolare formano aspri paesaggi di roccia e neve.


La Basilica di Santa Maria di Campagna

Il 15 febbraio del 1530 i Fabbricieri della Basilica di Santa Maria di Campagna a Piacenza, da poco terminata, incaricano il Pordenone della decorazione della Cupola maggiore e di altre parti dell’edificio. Non è chiaro come la scelta sia caduta proprio sul pittore friulano, di cui è però certo che il talento straordinario di frescante, oltre che l’arditezza di linguaggio figurativo - quelle caratteristiche di “terribilità e furore” che il Vasari efficacemente gli ha attribuito - fossero ben noti in ambito piacentino, grazie alla Cappella Pallavicino nella Chiesa dell’Annunciata a Cortemaggiore, appena terminata, e, probabilmente, anche in virtù della fama delle spettacolari scene della Passione di Cristo, dipinte nel Duomo di Cremona nei primi anni Venti.
Ai dipinti piacentini l’artista si dedicherà a periodi alterni tra 1530 e 1536 (il 31 dicembre di quest’anno i Fabbricieri si muoveranno per vie legali, con l’intento di chiudere tutti i conti in sospeso con Giovanni Antonio de’ Sacchis), con esiti straordinari quanto a potenza di linguaggio, virtuosismo pittorico e ricchezza di contenuti, in una tecnica, quella dell’affresco, a lui particolarmente congeniale.
Egli dipingerà tutti gli affreschi della cupola maggiore, sino al fregio, il magnifico Sant’Agostino a sinistra dell’ingresso e le due cappelle situate dallo stesso lato: la Cappella di Santa Caterina, con le vicende della vita della Santa e il suo martirio, e la Cappela dei Magi, con la Nascita della Vergine, l’Adorazione dei Magi, l’Adorazione dei Pastori e la Fuga in Egitto.

La Cupola di Antonio de' Sacchis

Un progetto ardito, ambizioso e innovativo quello che è stato realizzato nella Basilica di Santa Maria di Campagna in Piacenza. La Basilica piacentina custodisce innumerevoli tele ed affreschi del '500, tra i quali spiccano la cupola ed il tamburo realizzati rispettivamente da Giovanni Antonio de’ Sacchis detto il Pordenone e Bernardino Gatti detto il Soiaro in un periodo compreso tra il 1530 ed il 1543. Il prestigio dell'edificio, l'alto valore artistico dei tesori contenuti, la storia secolare che Santa Maria di Campagna rappresenta per la città di Piacenza, hanno portato a sviluppare un progetto che potesse valorizzare al meglio le ricchezze contenute, sfruttando i vantaggi che offrono la moderna tecnologia informatica applicata ai Beni culturali.


La Cupola della Cattedrale

La Cattedrale di Santa Maria Assunta é senza dubbio uno dei monumenti più importanti del romanico padano. Una frase ineludibile sulla facciata indicherebbe il 1122 come data di inizio dei lavori. Alla prima fase di edificazione datano tra l’altro la cripta e il campanile alto 72,5 metri, concluso nel 1333 e sulla cui cuspide svetta dal 1341 la statua segnavento dell’“Angil dal Dom”. Di pregio sono gli architravi che si ammirano sulla facciata della cattedrale ascritti a Wiligelmo e Niccolò. All’interno appartengono al ricco apparato scultoreo le ben note formelle dei Paratici sulle colonne. Tra le pitture si segnalano affreschi medioevali e i cicli seicenteschi di santuario e cupola, dovuti rispettivamente a Ludovico Carracci e Camillo Procaccini e a Morazzone e Guercino.

Il teatro multimediale

Il viaggio ideale alla scoperta dell’artista comincia dal piano della chiesa, nella cosiddetta sagrestia superiore, un’ampia sala voltata in cui si è scelto di collocare l’installazione multimediale: una struttura architettonica che accoglie il pubblico e lo avvolge con una grande proiezione videowall sull’opera del Guercino. Continua >>

The multimedia theater

The ideal journey to discover the artist begins at the church’s floor level, in what is called the upper sacristy, an ample room with a vaulted ceiling which was chosen to house the multi-media installation: an architectural structure that welcomes the public and surrounds it with a great video-wall projection about the works of Guercino. Continue >>


La Cattedrale di San Vigilio - Trento

Il luoghi del Sacro, dall’architettura della cattedrale alle opere d'arte passando attraverso la storia secolare della fede e la testimonianza della devozione popolare. Un grande lavoro di presentazione e un'operazione di documentazione digitale della Cattedrale di Trento. Le piazze, la Chiesa Madre e il suo rapporto con la città, l’interno della Basilica, la meravigliosa cappella Alberti, il Coro degli Angeli Santi, il tesoro d’arte e fede custodito dal Museo Diocesano, la storia millenaria dell'architettura della Cattedrale rivisitata attraverso fedeli ricostruzioni storiche. Il progetto Cattedrale di Trento è una azione di digitalizzazione dei beni ecclesiastici della Cattedrale di San Vigilio nata dalla una felice intuizione del Capitolo della Cattedrale: rendere disponibili e fruibili attraverso il supporto digitale i tesori artistici e architettonici di una della basiliche più importanti della storia della cristianità, ben nota per essere stata sede tra il 1545 ed il 1563 sede del Concilio di Trento.


La Certosa di Milano

La Certosa di Garegnano fu fondata nel settembre del 1349 da Giovanni Visconti, il quale ricopriva la carica di Signore ed Arcivescovo di Milano. Edificata originariamente al centro del borgo di Garegnano, ben oltre il perimetro delle mura cittadine, per favorire i monaci ad una vita immersa nel silenzio e nella solitudine, oggi è completamente inserita nel tessuto urbano di Milano. Il complesso merita una visita, per la pace che ancora il luogo emana, ma soprattutto per i preziosi affreschi che contiene: opere di Simone Peterzano, maestro di Caravaggio, e di Daniele Crespi, che li dipinsero tra il Cinquecento ed il Seicento. Gli affreschi sono veri capolavori, tanto che la Certosa fu chiamata, la “Cappella Sistina di Milano”.


L'Abbazia di San Colombano

A Bobbio, sabato 7 luglio 2018 è stato inaugurato il Museo della città nel nome di San Colombano. Situato nei locali dell’ex refettorio dell’Abbazia dedicata al santo irlandese e propone un percorso dedicato alla storia della città dall’epoca romana ai nostri giorni. In questa sala, a cui si accede dallo spazio all’interno del chiostro si possono ammirare una stupenda decorazione in cotto del XII secolo, il notevole pavimento recuperato quasi intatto, e un affresco del XV secolo raffigurante la Crocifissione con San Colombano e San Benedetto.


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